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venerdì 12 giugno 2009

RASCHILLA' STEFANIA
(Genova)

Preghiera

Ho conosciuto il livore
l’ho nutrito, l’ho scaldato
in seno
l’ho curato come un germoglio.
È diventato albero frondoso
ha confuso i colori, ha soffocato
la musica del mondo.
È amaro
il pane della solitudine.
Ho conosciuto la
compassione
e il nodo in gola s’è sciolto in pianto.
Occhi
sui palmi delle mie mani.
Muti.
Attendono.
Ora lascia, o Signore, che conosca
il cuore mio inquieto
la Pace Tua!
PRATURLON GIOVANNA EMILIA
(Roma)

Pagina di Agenda : una preghiera quotidiana

ah... se avessi il Tuo cellulare...stasera....
sicuramente Ti avrei chiamato....
se Tu fossi stato su questa terra ancora...
ma...per matta
e per folle mi avrebbero scambiata!!
Oggi però io e Te parliamo,
da questo diario,
agenda di lavoro
e a te ogni sera da qui ti scrivo
e ti racconto di quegli innocenti che
in Tribunale...gridano e si sforzano di farsi sentire...
voci di invisibili che mai nessuno gli darà voce o fiato...
ma...a Te che col Tuo Papato il Cristo sulla terra hai portato...
e con coraggio l'hai sempre proclamato,
elevo la voce di chi ogni non c'è l'ha
e..a te chiedo supplica,
perchè domani dovremo essere là...
a rappresentare:
chi fiato ha ed urla o...chi invisibile rimarrà?
Domanda di coscienza cha a Te, a Te, Padre Santo si eleva stasera...
e...intanto passano le ore davanti a questo verbale...
Tu vedi ormai... Tu come me sai... che chi mente domani vincerà...
il minore è invisibile...e nessuno l'ascolterà...
il cavillo prevarrà "insufficienza di prova"...ma la mia coscienza
a chi ascolterà
Nel travaglio di stasera
a Te chiedo Lume...a Te Faro dell'Umanità! e... stasera nel segreto abbiamo deciso
costruire e metteremo una piccola pietra...
col mio firmare NO
domani l'Eco risuonerà...
la coscienza si sveglierà
di fronte a quello che nella mia relazione si stabilirà:
"ritengo sufficiente la testimonianza del minore"
sarà verdetto di coscienza,
ma sarà poesia da scrivere sugli occhietti della piccola Ele
che mai la coscienza mia potrà dimenticare quando la sua vocina si sforzava di farsi sentire...
...per arrivare alle alte vette...e
così è arrivata al mio cuore...
per lei stasera scriverà la prima regola di un comandamento di pace e d'amore!
PERCONTRA CARMEN
(Massa di Somma - Napoli)

Preghiera ...per te...
Signore, ho incontrato un angelo, un angelo vestito di bianco.
Era ferito ed era appena caduto dall'alto dei suoi cieli.
Aveva volato su oceani profondi,
sfidato il buio delle notti fredde,
affrontato da solo con le sue forze la furia dei venti tempestosi.
Ora le ali erano spezzate e sembrava
stremato dai troppi affanni.
Mi son fermata, ho sentito il tremore della sua voce
e pian piano con amore ho posato una carezza sul suo viso.
Lui mi ha guardata a lungo e poi… mi ha donato un sorriso.
Era ancora tremante ma i suoi occhi erano fieri e pieni di vita,
nei suoi pensieri era ancora tanta la voglia di volare.
Signore....tu che sai parlare d'amore e solo d'amore,
ascolta questa mia preghiera che nasce da un cuore sincero,
regala a quest'angelo le ali di un gabbiano giovane e spavaldo
perché possa volteggiare sicuro nell'azzurro di spazi immensi,
poi planare dolcemente e con armonia...su mari distesi.
Dalle sempre la forza di vincere
ed il coraggio di sfidare il domani,
falle un po' Tu compagnia quando,
un po' stanco, si sentirà solo.
Io che non ho mai pregato... adesso Te lo chiedo...
PINI MARIA ROSARIA
(Marina di Gioiosa Ionica - Reggio Calabria)

Ai popoli senza pace
QUANDO LA PACE AVANZA
UN ESERCITO POTENTE E BELLICOSO
LE SI PARA AVANTI NELLO STRENUE
TENTATIVO D’INTERROMPERLE IL CAMMINO
VEDO TRA I SUOI GENERALI L’INNOCENZA
DETURPATA E SEVIZIATA.
SCRUTANDO ATTENTAMENTE SCORGO
TRA I SUOI SOLDATI PIU’ CRUDELI E VIOLENTI
LA FIDUCIA DEMOLITA E L’AMORE VIOLENTATO.
LA PACE DI CUI SCRIVO E’ IN DIVISA, E’ GRADUATA,
SEGUE GLI ORDINI DI GENTE MAI AMATA,
NON PERDONA E NON CONOSCE SCONTI,
DEVASTA VITE UMANE E ABBATTE PONTI.
SONO STANCA DI QUESTA MESSA IN SCENA,
SCENDO IN CAMPO CON LE MIE PAROLE,
SCENDO IN CAMPO CON IL PERDONO
PER CHI PENSAVA DI FARMI UN DONO.
LA MIA PACE HA UN ALTRO NOME,
BRILLA NEGLI OCCHI DEI BIMBI IN CREDITO
CON LA VITA,
SPLENDE NEL SILENZIO,
RIDE E FESTEGGIA DI FRONTE ALL’INCANTO
DI CHI AL RANCORE HA RISPOSTO
“NON ABBIATE PAURA!!!”
GIORDANO ANGELA
( Salerno)

Sarà la pace

Il ripetersi della vita
non conosce
briciole di pietà
non promesse d'amore.
Non trepidano i cuori
nè fremano
di speranza
nell'incanto
della memoria
senza la vera pace.
DESCLOUX GIUSEPPE
(Napoli)

Poesia in lingua napoletana

Avimmo "acciso" 'a Pace

Quanno tutt 'o munno sarrà 'nguerra,
sulo tanno ll 'ommo sarrà capace
'e 'ntènnere che d'e 'a Pace...
Ma quantu sango ha dda scorrere ancora
pe' 'sti guerre 'ncopp 'a 'sta terra...
e quantu chianto ancora p"e 'sti muorte,
'nterra stise...a cielo apierto?
Pussìbbele maje, ca nisciuno licorda cchiù
chello ca Dio sentenziaje a Caino?:
- "D' 'a terra strilla vennètta 'o sango
'e fràtete abbèle, ch 'aje accìso;
'o strillo sujo l 'ha 'ntiso tutt 'o Paraviso!" - (Gen. 4, 10)
'A cchiesia sempe nce ripete:
-<<>>-
Ogge, doppo vinte sècule,
cristiane e non cristiane
hanno fatto comme facette "Pilato":
- Se sò' "lavàte 'e mmàne" 'e tanti guerre
e, accussì,... avìmmo "accìso 'a Pace".-
A cchistu punto si turnarà a nascere
'a justizia, 'a cunciliazione e 'a carità
sulo tanno 'a pace, pò arresuscità!
Pirciò, maje, maje comm 'a mmò,
ogni lengua 'ncopp 'a 'sta terra
ha dda strillà cù tutt 'a voce:
- Bastaaa, Pace, pace, paceee!-

Traduzione a cura dell'autore

Abbiamo ucciso la pace

Quando ogni popolo sarà in guerra
sola allora l'uomo sarà capace
d' intendere cos'è la Pace...
Ma quanto sangue dovrà scorrere ancora
per le continue guerre su questa terra...
e quanto pianto ancora per i morti,
stesi per terra,.. a cielo aperto?
Possibile ai che nessuno ricorda più
ciò che Dio sentenzio a caino?:
- " Dalla terra grida vendetta il sangue
di tuo fratello Abele, che hai ucciso;
il suo grido l'ha inteso tutto il Paradiso!"- (Gen. 4,10)
La chiesa da sempre ci ripete:
-<<>>-
Oggi, dopo duemila anni,
cristiani e non cristiani
hanno scimmiottato "Pilato":
- Si son " lavate le mani" di tante guerre
e, così,... abbiamo "ucciso la Pace". -
adesso se rinascrà la giustizia,
la conciliazione e la carità,
solo allora la Pace risorgerà!
Perciò, mai mai come al presente,
ogni lingua su questa terra
dovrà gridare a piena voce:
- Bastaaa, Pace, pace paceee!-
CASO CORRADO
(Mercato S. Severino - Salerno)

Attesa…
Ci ritroveremo lungo una strada
nuova che scorre come acqua di vita
ai margini della mente
Non avremo domande o dolori
Ma saremo corpi risorti
contemplazione perenne
Ci ritroveremo in una notte serena
e saremo Dei a Sua immagine.
Ci ritroveremo… ma il febbrile tremore
dei giorni e il passo lento ti assalirà
e ti ruberà alle stelle ogni volta
che la mente degli uomini ti porterà nel dolore del mondo, nel dolore degli ultimi
Vestirai la porpora dei campi
dei martiri, ti accompagnerai
con la solitudine e sarai il pastore
il pellegrino sotto gli occhi del mondo
il poeta che costruirà versi
come un instancabile desiderio di comunicare Dio
CALIFANO GIUSEPPINA
(Nocera Inferiore - Salerno)

Seme
“non c’è pace senza giustizia
e non c’è giustizia senz’amore!”.
Nella terra dell’amore,
il seme della giustizia
diventa piantina di Pace.
Anche nel deserto il seme diventa fiore,
e il cactus spinoso fonte d’acqua,
sorgente di vita, zampillo di prosperità.
Al di là delle religioni,
delle etnie,
delle ideologie,
del bianco,
nero o giallo che sia
la supremazia è solo di Dio.
La stella della Pace,
illumina la notte buia
Riscalda l’anima ed il giorno non muore mai.
Risplende nei cuori,
nelle menti,
sconfiggendo l’oltraggiosa guerra
che toglie ogni dignità all’umanità.
Seme piantato in ogni cuore
speranza futura,
goccia di profumo
essenza di giustizia
trasforma l’odio,
la vendetta ed
il rancor in amor!
Saper chiedere perdono
senza sentirsi solo!
Accettare il diverso
senza disprezzo!
La Pace fa sentir sicuri in una casa
senza mura!
La Pace,come colomba bianca,
il cuor leggero fa volar
sulle ali dell’eternità e
vivere con serenità la quotidianità!

lunedì 7 luglio 2008

Sezione poesia

Rosa Maria Bartucci
San Vincenzo la Costa (CS)
SHALOM


Ama l’amicizia di CRISTO
che unisce.
Non il ciclone che annebbia
le menti e l’anima
e il cuor non fa parlar.
Riscopri la fede.
Vita alla natura che per chi crede
è paradiso.
Non ostacoli alle condivisioni
di uomini e donne che sperano.
Se perseguitati pietra su pietra
si costruira’.
Soffermarsi per rievocare
alla finestra
del poeta Santo Karol
le promesse
che fanno il bene dell’universo.
Saggi e piccoli innocenti
non vogliono conflitti
ma dialogo per la riconciliazione.
Non fame e non ascolto
ma il rinnovarsi per stringersi le mani
Lanterna accesa,e il viandante va’.
Nel percorso di questa via
soavi i suoni che trascinano a danzar
per pregare colmi di gioia
nel mondo che si vuole.

martedì 4 marzo 2008

Sezione poesia

Alessandro Villani
(Napoli)
VURRIA
(in dialetto napoletano)

Vurria ca ‘na matina scetanneme ‘a stess’ ora
truvasse, cu’ stupore, ca ‘e cose so’ cagnate.

Vurria ca pe’ ‘n incanto ‘e ppene so’ fernute,
c’ ’o male se n’ è juto, c’ ’o munno è ‘nu ciardino

‘addò’ tutt’ ‘e criature, janche, gialle e scure,
ponno pazzià’ felice senz’ avè’ cchiù paura

‘e guerre e malatie. ‘Addò’ chiunque sia
nun è cchiù scarpesato e ringraziasse Dio.

Vurria ca tutt’ ‘a ggente se fosse affamuliata.
Ca, invece ‘e fa’ pruteste, facesse scampagnate.

Vurria ca p’ ‘a natura ce fosse cchiù rispetto,
ca riturnasse pura, ca ll’aria fosse netta!

Vurria ca ‘na cuscienza tenesse chi guverna
pecché ‘o “fummo ‘e ‘ncienzo” nun basta pe’ “ll’inferno”!

Pe’ mme vurria sultanto raggiungere ‘na meta:
scrivere overamente c’ ‘a penna ‘e ‘nu poeta.

Ma, so’ tutte illusione; ‘nu suonno bello assaie!
‘Stu munno ‘e cunfusione nun se pò’ cagnà’ maie

‘a sera p’ ‘a matina; ma, fino a che succede,
tutto chillu cammino s’ ha dda fa’ cu’ Fede!


(traduzione a cura dell'autore)
VORREI

Vorrei che una mattina svegliandomi alla stessa ora
trovassi, con stupore, che le cose sono cambiate.

Vorrei che per un incanto le pene sono finite,
che il male se n’è andato, che il mondo è un giardino

dove tutte le creature, bianche, gialle e scure,
possono giocare felici senz’ aver più paura

di guerre e malattie. Dove chiunque sia
nun è più calpestato e ringraziasse Dio.

Vorrei che tutta la gente si fosse affratellata. (*)
Che, invece di fare proteste, facesse scampagnate.

Vorrei che per la natura ci fosse più rispetto,
che ritornasse pura, che l’aria fosse netta!

Vorrei che una coscienza avesse chi governa
perché il “fumo di incenso” non basta per “l’inferno”!

Per me vorrei soltanto raggiungere una meta:
scrivere veramente con la penna di un poeta.

Ma, sono tutte illusioni; un sogno bello assai!
Questo mondo di confusione nun potrà cambiare mai

dalla sera alla mattina; ma, fino a quando succederà,
tutto quel cammino si deve fare con Fede!



(*) - Nota: Nel “Dizionario dialettale napoletano” di A. Altamura -
- Fausto Fiorentino Editrice - Napoli - è scritto che il
verbo < - affamulià’ - >, usato nel vernacolo napoletano,
deriva dal latino - ad+famula - ed indica:
- accattivare, far affezionare, ecc. -.

sabato 23 febbraio 2008

Sezione poesia

Giovanni Grasso
Linera di Santa Venerina (CT)

Dialetto siciliano

‘A Paci!

Ogni rancuri s’accheta,
ogni suspiru si riposa,
ogni facci diventa culurata,
ogni vucca, non parra e si sta soda.


Traduzione a cura dell'autore

La Pace!
Ogni rancore si quiesta,
ogni sospiro si riposa,
ogni faccia si ricolma di sorrisi,
ogni lingua non parla, ed è felice.


venerdì 22 febbraio 2008

Sezione poesia


Marco Rossi
Soliera (Mo)

Amor del vero

Amor pieno, incrollabile,
un sole intramontabile,
trova la Gioia
sapida d'eterno.

in questo mondo, del naturale,
ahimè! ogni cosa
al suo declino
presta volgare il piede.

A qual nuova, adunque,
di brama sicura
paziente la Gioia
l'orecchio porrà?

Obbietto d'amor e letizia,
invulnerabile Pace,
nel cuor dell'uomo
chiara sorgiva, e fidata.

Quest'è la Fonte
attesa dai secoli,
scavata nei popoli
dagli uomini dello spirito.

Terra del cuore,
Cielo della mente,
s'apre al Mistero
immediato l'Apparire:

"Spirito di verità",
Profonda Sorgente,
Alta Fonte d'eternità
Sacro Sapersi della vita.
Sezione poesia

Maria Francesca Carnea
Roma

Pioggia

Questa fonte ora rischiara e disseta
le distese aride di una umanità perduta.
Infinite gocce accomunate nella speranza
nell’anima mia si immergono e... tutto tace
tutto soave in una quiete che confonde
il cielo mare e il mare cielo.
Immersi in questa pace ristora ogni vita
che dà luce alla mente, che disseta ogni arsura
e disperde ogni minuscolo granello
di disumanità.
Scendi pioggia, scendi cielo,
inonda il mare, speranza infondi.
Vita vera è sempre nella sorgente di ogni acqua
speranza infinita di ogni impurità
che purificarsi vuole.
Libera le menti, rischiarane il pensiero,
eterna vita diverrai

giovedì 21 febbraio 2008

Sezione poesia

Cesare Veschi
Roma

LA GROTTA DE LOURDES
dialetto romano

Er core, a lo sprofonno,
er celo, senza stelle
e la paura è nera:
la notte me se ignotte.

Prego coll’occhi chiusi
e l’opro ne l’Amore
ner mentre su l’artare
er vino e er pane so innarzati ar celo.
Scopro un silenzio denzo
de nuvole turchine
e alla fine, la grotta
de Lourdes: Maria
m’abbraccica e la notte
sfiata via, nun c’è più.
Se fa strada la pace
d’un pupetto leggero,
sereno, accoccolato
sur petto de Gesù.


Traduzione
a cura dell'autore

LA GROTTA DI LOURDES

Il cuore, nell’abisso
il cielo, senza stelle
e la paura è nera:
la notte mi inghiotte.

Prego con gli occhi chiusi
e li apro nell’Amore
mentre sull’altare
il vino e il pane sono innalzati al cielo.
Scopro un silenzio denso
di nuvole turchine
e alla fine, la grotta
di Lourdes: Maria
mi abbraccia e la notte
svanisce, non c’è più.
Si fa strada la pace
di un bambino leggero,
sereno, accoccolato
sul petto di Gesù.

Sezione poesia

Piero De Vita
Trebisacce (Cosenza)

A BETLEMME TRA GLI UGUALI
(Ad un bimbo israeliano/ Ad un bimbo palestinese)

I
E’ ancora notte
e il silenzio racconta la pena e il dolore.
Dov’è la mia terra si ritrovano uomini e cose.
Dov’è la tua terra si intrecciano bandiere e speranze.

Siamo nello stesso sangue,
figli dello stesso padre
e se a noi giunge l’urlo di Betlemme
allora fa freddo anche a Natale
e il Signore è muto, smarrito nel martirio.

II

Non è l’angolo di pace del mio paese
né gli odori delle nostre calde stanze.
Sono invece sassi e rombi di carri armati
echi di bombe umane.
Sono invece case sventrate.
E brandelli di carne. E lamenti di mamme.
E giovani in guerra tra strisce e spianate
che ricordano il mondo.

E’ ancora notte.
E le ragioni non cambiano le solitudini.
Siamo fatti di stelle e di lune
e di fertili solchi.
Dietro le porte, non più antichi testi e sapienza
ma ferro e fuoco e Chiese ferite.

III

Solo tra gli uguali rimbomba la pace.
E l’uomo rinasce senza odio tra cielo e terra,
tra l’amore e il perdono.

E’ notte e dov’è la tua terra
lì troveremo le nostre orme, il cammino, le nostre mani.
Tra fratelli. Tra sorelle.

mercoledì 20 febbraio 2008

Sezione poesia

Antonio Medugno
Pompei (Napoli)

AL POETA DELLA PACE

Ti ha lasciato la voce,prima del cuore
e con esso hai continuato ad entrare nell'anima di tutti.

Te ne sei andato in silezio, volando sulle ali del mondo,
come bianca colomba che cerca la sua strada, nel cielo d'aprile.

la Tua più grande poesia, l'hai recitata con immensa umiltà,
con il linguaggio dell'amore, per un mondo di PACE.

Pellegrino di Cristo, hai cambiato la PACE in ogni dove,
hai unito popoli e religioni, portando il VANGELO a tutte le genti.

E su quel balcone vuoto, nel buio della notte i battiti,
sempre più fievoli di un cuore stanco, sono svaniti nell'eterno silenzio.

E nel momento della Tua fine, per un attimo ci siamo sentiti perduti,
poi dal Cielo ci hai teso una mano, a non avere paura, con Cristo vicino.

Per poche ore il mondo, ha conosciuto la PACE universale,
quella che i potenti della Terra, hanno svelato dinnanzi alle Tue spoglie.

E fuori sul sagrato, il vento sfogliava sull'umile bara di cipresso,
le pagine di un antico Vangelo, per trasportarle in un mondo
che piange, ma che...non ha più paura.

Ed allora Ti ho rivisto in ogni volto, tra i giovani giunti da ogni dove,
per offrirti l'ultima, dolcissima carezza, con il Rosario tra le mani,
Verso la Pace e poi...ho pianto in silenzio.



Sezione poesia

Libera Mastropaolo
Campobasso

Pace

Ho implorato la "pace",
ma nel mondo lei tace;
rugge vendetta la guerra
con parole forti,
quell'orrore che semina morti
che, forse, sul campo di morte,
pronunciato han quel piccolo nome.
Risvegliarsi al mattino,
ripensare a quei morti,
rivedere quell'arma,
quell'uomo che quell'arma ha impugnato
e chiedergli "pace"
per poter perdonare:
smisurato bisogno di tregua,
desiderio di "amore".
Solo con Cristo nel cuore
costruiremo la "pace"
per un momdo migliore.
Sezione poesia

Alba Casagrande
Roma

Eco di Bombay ( This Christmas )

Questo Natale scende nel cuore,
nel mondo, in ognuno e
in qualche forma sempre diversa.
Questo Natale pieno di scintillanti
vetrine, di affetti ritrovati
non è che l’eco della buia
notte di Bombay…
Come stridono i denti
digrignati dei poveri,
come è statuaria
la bontà dei ricchi!
Questo Natale riesco a percepire
l’altro suono della vita,
quello che è troppo facile e
comodo far finta di non sentire.
Questo Natale sento chiamare
tutti i nomi di Dio, riuniti
davanti alla grotta i popoli,
per un unico ideale di pace.
Sezione poesia

Angela Natale
Curti (Caserta)

Stupidi uomini in guerra

Oh stupidi uomini in guerra!
Con le vostre armi mortali vi dilaniate le carni
vi distruggete le vite, vi abbruttite ai miei occhi
vi nutrite solo di odio e di orrore.

Avete liberato le belve più feroci
dai vostri animi e ora siete i loro schiavi,
pronti a saziare le loro malvagità
e la loro ossessione del possesso.

Siete caduti nella spirale perversa
del peccato più abietto, e osate
presentare a me le vostre giustificazioni
in assurde e mistificate preghiere.

Siete solo dei buffoni di corte
che nel giorno intero le dite di tutte
per ingraziarvi il sorriso del re,
ma la notte digrignate i denti
e morsicate la vostra stessa lingua!

Siete i bestemmiatori di tutto l’Universo
che vi guarda attonito e sconcertato;
avete spezzato i fili d’oro che intrecciano
il Disegno Perfetto dell’Amore costante
ed eterno con cui si concepì il tutto.

Quanto tempo ancora, e quanto tempo ancora
servirà per porre riparo ai danni
e per ricostruire di nuovo quel tessuto prezioso
tramato per vestire voi dell’abito della mia Pace!

Quante gocce delle mie lacrime
del più puro cristallo, occorrono,
per lavare le mie pene e annullare gli scempi
nella luce dei diamanti!